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Training Autogeno - gli esercizi

 IL FATTORE MENTALE NEL TENNIS

- Il Training Autogeno - Esercizi


Prima di descrivere gli esercizi, è doveroso puntualizzare che svolgerli da autodidatti per quanto possibile è sconsigliato, costituendo il Training Autogeno un insieme di tecniche dirette alla modulazione psicofisiologica dei nostri processi neurovegetativi (pressione sanguigna, pulsazioni cardiache)

Iniziamo dicendo, innanzitutto, che gli esercizi si possono attuare in tre posizioni:

Posizione sdraiata         Posizione in poltrona             Posizione del Cocchiere                     

sdraiata;                       in poltrona;            del cocchiere.

 La posizione più utilizzata in ambito sportivo-tennistico è quella “del cocchiere”, così chiamata in quanto, seppur da seduti, è estremamente rilassante, tant’è che i cocchieri, nel fare i viaggi lunghi, spesso si addormentavano assumendo questa posizione.

Questa posizione, proprio per motivi logistici (presenza della sedia), permette di effettuare una particolare forma di Training autogeno abbreviata, durante le pause per i cambi di campo nelle partite di tennis.

E’ importante evidenziare che nel training autogeno allenato, ogni fenomeno corporeo non viene forzato, ma avviene spontaneamente da sé; la respirazione, per esempio, deve funzionare in maniera progressivamente più automatica e quindi meno controllata.

Gli esercizi vengono svolti per raggiungere due stati fondamentali: “la calma” e ”il controllo”.

Nella prima fase, con esercizi detti “basilari”, si tende a richiamare le più importanti funzioni vitali per una migliore ossigenazione del corpo e del cervello;

nella seconda fase, con esercizi detti “complementari”, si tenderà a controllare tali funzioni e ad utilizzare la forza della nostra mente per avere il totale e differenziato controllo dei muscoli periferici.

Gli esercizi basilari sono:

esercizio del respiro: (prepara il nostro corpo ad un maggior controllo, grazie al miglioramento di ossigenazione complessivo);

esercizio della pesantezza: (produce uno stato di rilassamento muscolare, ovvero di rilassamento dei muscoli striati e lisci);

esercizio del calore: (produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno).

Gli esercizi complementari sono:

  • esercizio del cuore: (allevia i problemi circolatori in tutti i casi in cui ci sia un ridotto afflusso del sangue agli organi periferici; aiuta a riscaldare i muscoli ed aumentare lo stato di rilassamento prodotto dall’esercizio della pesantezza.
  • esercizio del pianista: (induce al controllo muscolare periferico aumentando l’afflusso del sangue alle estremità degli arti - mani- piedi).
  • esercizio dello scarico oculare: (Restituisce un maggior afflusso del sangue alla testa);
  • esercizio del plesso solare: (aiuta eventuali problemi digestivi ed accelera la digestione).;
  • esercizio della fronte fresca: (produce una vasocostrizione celebrale utile a ridurre mal di testa legati ad un sovraccarico fisico o mentale).

Questi esercizi vanno eseguiti per ordine, sotto la guida di psicologi, medici o tecnici specificamente formati (come tutti i tipi di procedure di rilassamento psicofisiologico).